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Google rimuove link pirata…circa otto al secondo

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Sin da quando ha lanciato il Transparency Report (database di link pirata), Google ha permesso di avere uno sguardo più preciso sulle attività antipirateria condotte dai signori del copyright.

A parte qualche breve calo, di tanto in tanto, ma comunque subito compensato, si può notare che il numero di richieste settimanali inviate a Google perché rimuova determinati link è andato crescendo con rapidità.

 

Una particolare accelerazione s’è registrata tra i mesi di luglio e di ottobre 2012, quando in una sola settimana sono arrivate 1,8 milioni di richieste di rimozione (più di 10 volte il ritmo tenuto precedentemente sin dall’inizio dell’anno).

Da allora, la crescita è stata pressoché continua: 2,8 milioni a novembre, 3,5 milioni a dicembre, 3,8 milioni a febbraio 2013, 4,47 milioni a marzo e, a settembre, il record attuale: 5,407 milioni di URL da rimuovere tra il 23 e il 29 del mese.

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Rispetto a quando Google ha iniziato a tenere traccia delle richieste, l’aumento è pari al 4008%: il motore di ricerca è in pratica arrivato a rimuovere 8 URL al secondo, ogni giorno.

In mezzo a questa mole di indirizzi, è facile che – per dolo o per errore dei sistemi automatici di segnalazione – incappi anche qualche sito del tutto innocente. Ma Google, spesso, se ne accorge e reagisce.

Perché Google prenda in considerazione la rimozione di un link segnalato, è essenziale che esso conduca a una pagina almeno un collegamento a del materiale pirata.

 

Così, quando s’è vista recapitare una richiesta di rimozione per l’home page di The Pirate Bay, la società di Mountain View s’è rifiutata.

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